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  Kodokan Goshin Jitsu di Daniele Mainenti

 

Il Kodokan Goshin Jutsu No Kata, il Kata della difesa personale moderna del Kodokan  è un Kata sostanzialmente recente. Infatti esso è stato messo a punto in epoca ben lontana dalla morte del fondatore del Judo (il prof. Jigoro Kano ricordiamo morì il 5 maggio del 1938).

Fa parte – assieme al Kime No Kata (il kata della decisione estrema) ed allo Joshi Judo Goshin Ho (il kata della difesa personale delle donne) - dei kata della difesa personale, ovvero gli Shinken Shobu No Kata. Lo Joshi Judo Goshin Ho non fa parte dei kata tradizionali.

Il Kodokan Goshin Jutsu No Kata è stato per tre anni oggetto di studio di un comitato di venticinque esperti composto dai maestri:

 

10^ dan          Nagaoka Shuichi

                        Mifune Kyuzo

                        Samura Kaichiro

 

9^ dan            Oda Join

                        Kurihara Tamio

                        Nakano Shozo

 

8^ dan            Arai Gensui

                        Ito Takasue

                        Koi Goichi

                        Kawakami Tadashi

                        Kikuchi Yoji

                        Kudo Kazuzo

                        Koyasu Masao

                        Kotani Sumiyuki

                        Sawa Itsuyo

                        Susuki Kiyoji

                        Takahashi Kisaburo

                        Takahashi Hamakichi

                        Nagahata Isao

                        Hayakawa Masaru

                        Otaki Tadao

 

7^ dan            Sakamoto Fusataro

                        Sato Chugo

                        Tomiki Kenji

                        Matsumoto Yoshizo

 

E’ stato messo appunto l’8 gennaio del 1956 (31^ anno del periodo Showa) e nel 1958 è stato adottato ufficialmente.

Il 15 luglio 1987 ne è stata effettuata una prima revisione.

Il 1 dicembre 1992 è la data dell’ultima revisione.

Il suo spirito era simile a quello del Kime No Kata, tanto che venne denominato anche Shin Kime No Kata o nuovo Kime No Kata.

E’ molto differente, invece, sotto l’aspetto tecnico. Infatti tutte le tecniche erano state accuratamente scelte fra le tattiche più recenti di offesa-difesa dell’epoca, al fine proprio di essere più comprensibili ed attuali.

E’ formato da 21 tecniche suddivise in due gruppi:

-          il primo, di 12 tecniche, denominato “To Shuno Bu” (senza uso di armi);

-          il secondo, di 9 tecniche, denominato “Buki No Bu” (con l’uso di armi).

-           

Il gruppo senz’armi è composto da:

 

-          7 prese:

-          - ryote dori                  presa ai polsi

-          - hidari eri dori            presa al bavero sinistro

-          - migi eri dori   presa al bavero destro

-          - kata ude dori            presa ad un solo braccio

-          - ushiro eri dori           presa al bavero da dietro

-          - ushiro jime    soffocamento a mani nude da dietro

-          - kakae dori                abbraccio dorsale

-           

-          3 attacchi di pugno:

-          - naname uchi colpire in diagonale

-          - ago tsuki                  pugno al mento (uppercut)

-          - ganmen tsuki            pugno diretto al viso

-           

-          2 attacchi di calci:

-          - mae geri                   calcio frontale

-          - yoko geri                  calcio laterale

 

 

Il gruppo con le armi è composta da:

 

-          3 attacchi di pugnale (Tanto):

-          - tsukkake                   pugnalata al ventre

-          - choku tsuki   pugnalata diretta

-          - naname tsuki            pugnalata diagonale

-           

-          3 attacchi di bastone (Tsu-e):

-          - furi age                     bastonata dall’alto

-          - furi oroshi                 bastonata alla tempia

-          - morote tsuki bastonata con due mani

-           

-          3 attacchi di pistola (Kenju):

-          - shomen tsuke           attacco di pistola frontale

-          - koshi gamae attacco di pistola sul fianco (guardia all’anca)

-          - haimen tsuke            attacco di pistola alle spalle

-           

Un’altra caratteristica del Kodokan Goshin Jutsu No Kata rispetto al Kime No Kata è l’inserimento della possibilità di avvicinamento ed allontanamento (Iki Ai Nagara) in dipendenza del tipo di attacco dell’avversario o della relativa difesa.

Come comunque per il Kime No Kata, questo Kata necessita di una ottima preparazione nello studio degli Atemi Waza, dei punti vitali e del corretto utilizzo del Kiai, quest’ultimo, evidenziamo, elemento importantissimo ed essenziale di questo Kata.

Come per tutti gli altri Kata di Judo, lo studio del Kodokan Goshin Jutsu No Kata va iniziato lentamente, tecnica per tecnica, senza eseguire i movimenti con rapidità. Gli Atemi vanno eseguiti fin da subito però con  il massimo controllo, la massima precisione e decisione (imparate ad usare il Kiai sin da subito mentre eseguite le tecniche lente; questo vi permetterà di assimilare sin da subito il momento del Kiai stesso nell’esecuzione della tecnica).

Altro elemento importante sono i controlli, per lo più eseguiti con leve e proiezioni. Curate sin da subito la corretta applicazione di ogni leva (te-gatame piuttosto che waki-gatame oppure kote-gaeshi).   

Apparentemente esso sembra più semplice del Kime No Kata in quanto meno ritualizzato nei movimenti e nelle posizioni. In realtà questo Kata ha una caratteristica diversa da altri Kata che lo rende altrettanto complesso ed interessante: “Iki Ai Nagara”, ovvero l’avvicinamento e l’allontanamento a seconda dell’attacco del nostro avversario.

Quindi ogni attacco è diverso dall’altro e, di conseguenza, la distanza fra Uke e Tori varia e va ricercata avanzando e/o indietreggiando sia nell’azione di offesa che di difesa.

 

Articoli

Approfondimenti

J-Kata

Daniele Mainenti IV° Dan Judo

"Opinioni sullo sviluppo della pratica agonistica del Kata"

"Curriculum"

 

Pubblicazione di Daniele Mainenti su:

kime no kata

Ju no kata

Nage No kata

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