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  Opinioni sullo sviluppo della pratica agonistica

 del  kata

Il personaggio

Approfondimenti

Daniele Mainenti IV° Dan Judo

MEDAGLIERE DELLA COPPIA

DANIELE MAINENTI (TORI) E ANDREA FACCIOLI (UKE)

1^ GRAN PREMIO NAZIONALE ASSOLUTO DI KATA – Ostia (Roma) 15/02/2003

- MEDAGLIA D’ORO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

1^ CAMPIONATO EUROPEO MASTER DI KATA – Kecskemet (Ungheria) 2/10/2003

- MEDAGLIA D’ORO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

- MEDAGLIA D’ARGENTO Kime No Kata (kata della decisione o della difesa personale antica)

- MEDAGLIA D’ARGENTO Ju No Kata (kata della cedevolezza)

2^ GRAN PREMIO NAZIONALE ASSOLUTO DI KATA – Ostia (Roma) 15/02/2004

 - MEDAGLIA D’ARGENTO Kime No Kata (kata della decisione o della difesa personale antica)

6^ CAMPIONATO MONDIALE MASTER DI KATA – Vienna (Austria) 30/06/2004

- MEDAGLIA D’ORO Kime No Kata (kata della decisione o della difesa personale antica)

- MEDAGLIA D’ARGENTO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

- MEDAGLIA D’ARGENTO Ju No Kata (kata della cedevolezza)

2^ CAMPIONATO EUROPEO MASTER DI KATA – San Pietroburgo (Russia) 28/10/2004

- MEDAGLIA D’ARGENTO Kime No Kata (kata della decisione o della difesa personale antica)

- MEDAGLIA DI BRONZO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

- MEDAGLIA DI BRONZO Ju No Kata (kata della cedevolezza)

3^ GRAN PREMIO NAZIONALE ASSOLUTO DI KATA – Alghero 12/02/2005

- MEDAGLIA DI BRONZO Ju No Kata (kata della cedevolezza)

7^ CAMPIONATO MONDIALE MASTER DI KATA – Toronto (Canada) 22/06/2005

- MEDAGLIA DI BRONZO Kime No Kata (kata della decisione o della difesa personale antica)

1^ CAMPIONATO EUROPEO ASSOLUTO DI KATA – Londra 4/11/2005

- MEDAGLIA D’ORO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

4^ GRAN PREMIO NAZIONALE ASSOLUTO DI KATA – Lignano (Ud) 30/04/2006

-   - MEDAGLIA D’ORO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (Kata della difesa personale moderna)

-   - MEDAGLIA DI BRONZO  Kime No Kata Andrea Faccioli Tori, Daniele Mainenti Uke (kata della decisione o della difesa personale antica)

ITALIA – RUSSIA GARA A SQUADRE – Lignano (Ud) 17/06/2006

- MEDAGLIA D’ORO Kodokan Goshin Jutsu No Kata (kata della difesa personale moderna)

 

Ci apprestiamo a  presentare uno studio di una serie dei più noti e praticati Kata di Judo. La nostra non vuole essere assolutamente una “via alla verità”. Vuole solo essere uno spunto, uno stimolo, un metodo oppure una proposta su come affrontare e sviluppare quanto più correttamente possibile lo studio e la pratica dei Kata di Judo.

A differenza della nostra cugina arte marziale, il Karate, nella quale, a torto o a ragione, grazie alle competizioni agonistiche, lo studio e la pratica dei kata si è sviluppata di pari passo con l’evoluzione del “kumite” (il nostro “shiai” per intenderci), nel Judo, specialmente in tutti i  Paesi che non siano il Giappone, patria della nostra arte marziale, la pratica e lo sviluppo dello studio dei Kata è stata relegata a mera cenerentola. Il Kata di Judo lo si affronta quasi esclusivamente solo ad una “certa età” e solitamente in vista di passaggi di grado. Esso difficilmente viene proposto a ragazzini o, ancor meglio, ad atleti nel pieno vigore dell’età agonistica dello “shiai”.

La nostra Federazione, di concerto con la Federazione Internazionale, sta gradatamente cambiando opinione sul tema Kata. Si sta compiendo da un pò d’anni a questa parte, uno sforzo per proporre e divulgare le gare di kata.

Nel 2000 e più precisamente dal 21 al 26 marzo, si è svolto a Roma il “Seminario Mondiale sui Kata”. L’intento della Federazione Internazionale è stato quello di unificare i kata stessi per dare il via a dei tornei nazionali, continentali ed intercontinentali prendendo come modello il kata del Kodokan di Tokyo le cui cassette sono state già da tempo distribuite agli insegnanti tecnici italiani.

Nel febbraio del 2003 si è svolto ad Ostia il 1^ Granpremio Nazionale di Kata (Nage no kata e Kodokan Goshin Jitsu no kata).

Nell’ottobre dello stesso anno l’Unione Europea ha indetto il 1^ Campionato Europeo Master di Kata a Keskemet in Ungheria.

A novembre del  2005, a Londra, si sono svolti i primi Campionati Europei Assoluti di Kata, dove l’Italia, come da pronostici della vigilia, ha conquistato sui cinque kata attualmente da competizione, tre ori, un argento ed un bronzo.

Nell’aprile 2006, a Lignano,  il 4^ Granpremio Nazionale di Kata ha per la prima volta visto l’esecuzione di tutti e cinque i kata da competizione, a tutti gli effetti l’attribuzione del titolo di Campione d’Italia e i primi esami per la qualifica di arbitro regionale di kata, dove hanno partecipato circa una novantina di aspiranti arbitri (formazione della classe arbitrale in modo capillare).

Per il 2007 sono previsti i primi Campionati del Mondo Assoluti.

Ma già nel 1998 la “World Masters Judo Association”, con sede in Canada, una associazione parallela alla Federazione Internazionale, aveva organizzato il suo primo Campionato del Mondo di Kata. Nel 2007, in Brasile, si arriverà alla nona edizione.

Ci sono opinioni contrastanti circa le gare di Kata. Opinioni contrastanti dettate dal fatto che chi è contrario a dette gare vede preminente la parte “interiore”, l’essenza  del Judo stesso. Chi è contrario alle gare di Kata, solitamente, non relega lo studio dei Kata a mero momento d’esame per il passaggio di dan, ma lo pratica comunque con assiduità, vede e pratica quello che noi più comunemente chiamiamo il Judo delle origini, un Judo non finalizzato a sport bensì a pura arte marziale, metodo e stile di vita con annessi e connessi che ne conseguono.

E’ pur vero che non siamo tutti uguali. E’ pur vero che non siamo tutti orientali. E’ pur vero che non siamo tutti giapponesi. E’ pur vero che i giapponesi stessi non sono più quelli di una volta. Oggi, il Giappone, pur essendo un Paese con rispetto delle proprie origini culturali, della propria storia, vive momenti di apprensione perché una buona parte dei giovani stessi non accetta, in qualche modo si ribella, o cerca di ribellarsi, al modo di vivere e di pensare dei loro padri. Una rivoluzione culturale ed ideologica con vere crisi d’identità dalla quale  la sociologia moderna trova momenti e materia di studio. Il Giappone di oggi è  un Paese dove la percentuale di suicidi è tra le più alte del pianeta. Non solo tra gli adulti, dove la “scusante” sta negli stess causati dai frenetici ritmi di lavoro, ma anche fra i giovani, gli adolescenti che rifiutano, aberrano, non digeriscono lo stile di vita dei loro padri. I giovani non vogliono identificarsi, immolarsi o convivere con il passato, rifiutano le origini stesse della loro storia, vogliono identificarsi con l’essere occidentale, si vestono come gli occidentali, mangiano come gli occidentali, addirittura si tingono i capelli, si mettono le lenti a contatto colorate per somigliare il più possibile ad occidentali.

Da quanto si desume da queste poche righe si vede come i contrasti esistano, come essi appartengano al mondo d’oggi e come si possano riscontrare opinioni diverse, nella loro diversità, magari anche logiche.

Gare di Kata di Judo sì, gare di Kata di Judo no. Due opinioni contrastanti. Ogni fautore di un filone potrà addurre le proprie giuste considerazioni, le proprie opinioni, contrastanti, ma comunque entrambe logiche.

Qual è e quale dev’essere il nostro parere. Solo uno. Noi amiamo il Judo. Amiamo questo sport. Amiamo questa arte marziale. Come voi d’altronde.

Il Kata è una parte del Judo che deve comunque essere studiata, affrontata per cercare di completare la conoscenza di questa disciplina che abbiamo scelto di praticare.

Ben vengano quindi le gare di Kata se esse permetteranno che nelle palestre si pratichi il Kata e gli insegnanti tecnici affrontino lo studio dei Kata.

Ci rivolgiamo alle palestre, agli insegnati tecnici perché solo essi possono proporre con le giuste motivazioni, i giusti accorgimenti il tema Kata.

Non è pensabile che un movimento che si sta creando per sviluppare ulteriormente il tema Kata, non li renda partecipi di questo cambiamento di rotta.

Non è una rotta nuova, ma solo ed esclusivamente una rotta che abbiamo avuto modo di usare poco, una rotta che conosciamo a malapena, una rotta però che non sappiamo ancora, se e come, ci potrebbe portare soddisfazioni. Darci nuovi stimoli per apprendere, dare ai nostri allievi nuove possibilità di confrontarsi, dare alle nostre palestre nuove proposte e motivi per mantenerle vive, piene di persone che imparino, grazie a noi, ad amare a loro volta il Judo.

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Per informazioni scrivete a:

ju.ka.mestre@katamail.com

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         onorina_zangoni@judoclubmestre.com

         marika_vianello@judoclubmestre.com

 

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