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Cambiate alcune regole del gioco, un premio al judo "positivo"
Hanno trovato largo consenso le modifiche approvate dall'IJK ad alcuni articoli del regolamento arbitrale. Per richiesta della Commissione Internazionale d'Arbitraggio queste innovazioni sono state sperimentate in diversi Tornei, ed Arbitri e tecnici ma soprattutto Atleti, hanno apprezzato le nuove norme che tendono proprio a premiare l'attività positiva dei combattimenti. Sostanzialmente cambiano le situazioni ai margini dell'area di combattimento. La superficie di gara è ora divisa in due zone: area di combattimento e spazio di sicurezza. La fascia rossa di avvertimento di fatto sparisce come pure sparisce la penalità di "shido" per il combattente che rimaneva per più di cinque secondi su di essa, senza attaccare o subire attacchi. Ora i criteri di valutazione applicati alle azioni portate ai margini dell'area di combattimento, saranno i seguenti: l'azione è valida fin quando uno dei due atleti mantiene una parte del corpo a contatto con la superficie di gara. Di fatto, i criteri applicati sono gli stessi della lotta a terra. In pratica anche nella lotta in piedi i combattenti possono continuare a gareggiare anche se uno dei due, indifferentemente sia uke o tori, nell'eseguire una tecnica, prende direttamente appoggio fuori. Sia chiaro che nulla è cambiato e sarà penalizzato con "shido", quando senza alcuna azione si esce volontariamente o si forza intenzionalmente l'avversario ad uscire. Sicuramente questa modifica, porta gli atleti ad essere più attivi sia negli attacchi che in difesa perchè il bordo non è più quell'"ancora" di salvezza o quell'ostacolo che impediva di terminare l'azione positiva. Dalla Commissione Internazionale è stato suggerito un altro aggiustamento all'interpretazione sui tempi di attacco e sulle prese. Proprio per premiare il judo positivo, la fiscalità sui tempi di non combattimento si è diluita. Quando l'Arbitro ravvede che è evidente la volontà di combattere o cercare una conclusione da parte degli Atleti non deve interrompere l'azione dopo i fatidici 20/30 secondi ma deve lasciare più tempo e nel frattempo deve individuare il meno positivo per sancire l'eventuale sanzione. Così per le prese incrociate o doppie. Se l'Atleta sta preparando con evidenza una tecnica non s'interrompe l'azione per sanzionare ma si deve lasciare più tempo alla preparazione proprio in virtù del judo positivo. Ovviamente, anche in queste situazioni, viene rispettato rigidamente il regolamento quando è evidente che da parte degli Atleti non c'è reale intenzione di combattere. E' probabile che in futuro dopo un maturato rodaggio, queste nuove norme subiscano degli aggiustamenti o variazioni ma sicuramente seguiranno questa linea che premia l'Atleta che vuole esprimere Judo.
Il M° Casellato Giuseppe | |
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